Kolbe 88 - S. Cecilia
Bella la vita per Capitan Ricu, a cui tocca commentare le vittorie.. a me purtroppo tocca un'altra volta l'ingrato compito di raccontare di come siamo riusciti a rovinarci da soli.
La sesta giornata ci mette di fronte al S. Cecilia, capolista del girone: arriviamo alla sfida nel migliore dei modi, ancora carichi dalla vittoria di domenica e potendo vantare la rosa al quasi completo (unico assente, Scambia). Gli avversari sono simpatici - in particolare gli allenatori, chiaccheroni e socievoli - e sfoggiano addirittura lo sponsor della BPM sulla maglia.
Tutto un altro universo se paragonato al nostro, ancora privi di borse e giacconi e costretti a magrissime figure a causa dei nostri pessimi palloni.
Iniziamo il match con diverse novità; innanzitutto la panchina, mai stata così ricca e di qualità. Avere Panza, Berry e Simo seduti accanto a me è un lusso che pochi allenatori possono concedersi.. Le nostre tre stelline acciaccate spingono il sottoscritto e Coach Minetti a optare per un inedito 2-1-2-1: davanti alla difesa a due (composta da Ciccio Riccio e dall'insostituibile Marzu) si schiera Max, col compito di fare il terzo difensore e di essere il primo a rilanciare l'azione; il centrocampo, composto da Ricu e dal febbricitante Yuta, dovrà aiutare il ritrovato - e ritornato - Fede a costruire occasioni da gol. Nonostante l'idea di provare un nuovo schema proprio contro la prima della classe non sia stata, col senno di poi, la migliore, c'è da dire che poco avremmo potuto in ogni caso fare contro la tattica avversaria. Tattica che si può riassumere in: palla al portiere, lancio lungo, marasma in area nostra con tre dei loro fissi davanti a Storne per disturbare/sporcare in gol . Tutto qua, niente di più e niente di meno. Certo, bisogna aggiungere che il loro portiere era un vero cecchino e che non ha sbagliato neanche un rinvio, ma essere battuti dalla strategia più primitiva del mondo è comunque un minimo frustrante.
La monotonia del primo tempo è qualcosa di imbarazzante: il S. Cecilia propone allo sfinimento la suddetta tattica e noi non facciamo altro che crearci casini lì dietro in difesa, finchè su una dormita di Yuta veniamo giustamente puniti. 1-0.
Non passano neanche due minuti che prendiamo il secondo gol: una bomba tirata da calcio d'angolo sbatte sul fianco di un 'blanco' e si infila in rete. Alla faccia dei nostri schemi! 2-0.
La serata promette malissimo, anche perchè noi non abbiamo la più minima idea di cosa fare (e soprattutto di come farlo): Fede è lasciato completamente solo a se stesso in attacco, rendendo vani i nostri patetici tentativi (se paragonati ai loro) di giocare dal fondo, mentre a evitare il tracollo ci pensa Storne con una parata d'istinto di ginocchio quando ormai sembravamo spacciati. A turno entrano tutte e tre le 'riserve' e torniamo alla formazione classica. L'ingresso di Simo, in particolare, è fondamentale: sebbene i suoi piedi non siano calibrati sempre alla perfezione, è l'unico che azzarda a giocare il pallone a terra ed è proprio lui, al termine di quella che finora è senz'altro la nostra azione più bella dall'inizio del campionato, ad appoggiare in mezzo per Max, che di piatto infila il portiere avversario segnando il suo primo gol stagionale. Ma non c'è tempo per esultare, perchè siamo solo 2-1.
Nella ripresa confermiamo come le nostre prestazioni siano sempre del tutto altalenanti: bastano un paio di passaggi ben fatti per mettere in crisi il S. Cecilia, e su una rimessa di Simo il nostro capitano Ricu insacca di testa per il 2-2.
La capolista è visibilmente scossa, noi siamo al picco del rendimento e l'idea di poter compiere l'impresa si insinua nelle teste di tutti.. a farci tornare coi piedi per terra è un tiro da fuori area apparentemente innocuo, ma vuoi il pallone più viscido di un'anguilla e vuoi la visuale parzialmente coperta, Storne non riesce a bloccarlo e se lo vede passare sotto l'ascella per il gol del 3-2. La mazzata è pesantissima, e come se non bastasse una manciata di secondi più tardi una palla vagante in area non trova nessun difensore a spazzare e permette all'attaccante avversario di allungare: 4-2 e partita virtualmente chiusa.
Siamo sull'orlo del baratro, distrutti psicologicamente e frustrati dal non riuscire a giocare come sappiamo, contro una squadra che non ha assolutamente nulla più di noi. A turno escono Yuta (in serata no), Ricu (sacrificato in difesa e visibilmente nervoso) e Berry (che paga i centimetri in meno rispetto ai difensori avversari), intontito da una botta che gli costa pure un occhio nero; gli sforzi di Marzu e Panza non portano a niente, se non a un palo colpito dal nostro goleador (la Kolbe Arena si rivela sempre più il suo anatema!).
Emblematica per descrivere la confusione che ci ha assaliti è l'azione che regaliamo al S. Cecilia: Storne passa male a Max, che stecca il controllo e se la fa scappare fuori. Sulla loro rimessa, Simo si inventa un'improbabile chiusura di tacco che apre il corridoio per il loro quinto gol. Un passivo pesantissimo, esagerato rispetto a quanto dimostrato in campo dai nostri avversari.
Il finale è il classico 'tutti su che non abbiamo più nulla da perdere': dopo essere stati graziati in contropiede (un clamoroso tre contro uno fermato da un'egregia scivolata di Max.. che però dimostra una volta ancora la pochezza generale delle squadre che affrontiamo, mannaggia!), salviamo perlomeno la faccia nei due minuti di recupero accorciando le distanze prima con Panza (servito da uno splendido calcio d'angolo di Fede) e poi con lo stesso Fede, che sfrutta al meglio l'assist di Ricu per infilare il portiere con un preciso rasoterra sul primo palo. E' 5-4.
Ma non c'è neanche il tempo di tornare a centrocampo che l'arbitro fischia la fine: è inutile fare il processo alla squadra perchè tutti sanno dove, quando e perchè hanno sbagliato, così come altrettanto inutile è il cercare alibi. Per la quarta volta su sei partite (escludo la vittoria di domenica e l'esordio col Fortes) avevamo pienamente la possibilità di vincere e non ci siamo riusciti.
Il tempo dei proclami e dei pronostici è ormai finito: cinque punti in sei partite sono un ruolino da retrocessione, non da squadra che punta a vincere il campionato. Tutto quello che possiamo fare ora è rimboccarci le maniche, cercare di capire il perchè di questi nostri improvvisi cali di concentrazione e affrontare queste tre partite che ancora ci aspettano prima del giro di boa con tutta l'umiltà del caso.
Risultato finale: 4-5
Marcatori Kolbe: Max (Simo), Ricu (Simo), Panza (Fede), Fede (Ricu)
Bella la vita per Capitan Ricu, a cui tocca commentare le vittorie.. a me purtroppo tocca un'altra volta l'ingrato compito di raccontare di come siamo riusciti a rovinarci da soli.
La sesta giornata ci mette di fronte al S. Cecilia, capolista del girone: arriviamo alla sfida nel migliore dei modi, ancora carichi dalla vittoria di domenica e potendo vantare la rosa al quasi completo (unico assente, Scambia). Gli avversari sono simpatici - in particolare gli allenatori, chiaccheroni e socievoli - e sfoggiano addirittura lo sponsor della BPM sulla maglia.
Tutto un altro universo se paragonato al nostro, ancora privi di borse e giacconi e costretti a magrissime figure a causa dei nostri pessimi palloni.
Iniziamo il match con diverse novità; innanzitutto la panchina, mai stata così ricca e di qualità. Avere Panza, Berry e Simo seduti accanto a me è un lusso che pochi allenatori possono concedersi.. Le nostre tre stelline acciaccate spingono il sottoscritto e Coach Minetti a optare per un inedito 2-1-2-1: davanti alla difesa a due (composta da Ciccio Riccio e dall'insostituibile Marzu) si schiera Max, col compito di fare il terzo difensore e di essere il primo a rilanciare l'azione; il centrocampo, composto da Ricu e dal febbricitante Yuta, dovrà aiutare il ritrovato - e ritornato - Fede a costruire occasioni da gol. Nonostante l'idea di provare un nuovo schema proprio contro la prima della classe non sia stata, col senno di poi, la migliore, c'è da dire che poco avremmo potuto in ogni caso fare contro la tattica avversaria. Tattica che si può riassumere in: palla al portiere, lancio lungo, marasma in area nostra con tre dei loro fissi davanti a Storne per disturbare/sporcare in gol . Tutto qua, niente di più e niente di meno. Certo, bisogna aggiungere che il loro portiere era un vero cecchino e che non ha sbagliato neanche un rinvio, ma essere battuti dalla strategia più primitiva del mondo è comunque un minimo frustrante.
La monotonia del primo tempo è qualcosa di imbarazzante: il S. Cecilia propone allo sfinimento la suddetta tattica e noi non facciamo altro che crearci casini lì dietro in difesa, finchè su una dormita di Yuta veniamo giustamente puniti. 1-0.
Non passano neanche due minuti che prendiamo il secondo gol: una bomba tirata da calcio d'angolo sbatte sul fianco di un 'blanco' e si infila in rete. Alla faccia dei nostri schemi! 2-0.
La serata promette malissimo, anche perchè noi non abbiamo la più minima idea di cosa fare (e soprattutto di come farlo): Fede è lasciato completamente solo a se stesso in attacco, rendendo vani i nostri patetici tentativi (se paragonati ai loro) di giocare dal fondo, mentre a evitare il tracollo ci pensa Storne con una parata d'istinto di ginocchio quando ormai sembravamo spacciati. A turno entrano tutte e tre le 'riserve' e torniamo alla formazione classica. L'ingresso di Simo, in particolare, è fondamentale: sebbene i suoi piedi non siano calibrati sempre alla perfezione, è l'unico che azzarda a giocare il pallone a terra ed è proprio lui, al termine di quella che finora è senz'altro la nostra azione più bella dall'inizio del campionato, ad appoggiare in mezzo per Max, che di piatto infila il portiere avversario segnando il suo primo gol stagionale. Ma non c'è tempo per esultare, perchè siamo solo 2-1.
Nella ripresa confermiamo come le nostre prestazioni siano sempre del tutto altalenanti: bastano un paio di passaggi ben fatti per mettere in crisi il S. Cecilia, e su una rimessa di Simo il nostro capitano Ricu insacca di testa per il 2-2.
La capolista è visibilmente scossa, noi siamo al picco del rendimento e l'idea di poter compiere l'impresa si insinua nelle teste di tutti.. a farci tornare coi piedi per terra è un tiro da fuori area apparentemente innocuo, ma vuoi il pallone più viscido di un'anguilla e vuoi la visuale parzialmente coperta, Storne non riesce a bloccarlo e se lo vede passare sotto l'ascella per il gol del 3-2. La mazzata è pesantissima, e come se non bastasse una manciata di secondi più tardi una palla vagante in area non trova nessun difensore a spazzare e permette all'attaccante avversario di allungare: 4-2 e partita virtualmente chiusa.
Siamo sull'orlo del baratro, distrutti psicologicamente e frustrati dal non riuscire a giocare come sappiamo, contro una squadra che non ha assolutamente nulla più di noi. A turno escono Yuta (in serata no), Ricu (sacrificato in difesa e visibilmente nervoso) e Berry (che paga i centimetri in meno rispetto ai difensori avversari), intontito da una botta che gli costa pure un occhio nero; gli sforzi di Marzu e Panza non portano a niente, se non a un palo colpito dal nostro goleador (la Kolbe Arena si rivela sempre più il suo anatema!).
Emblematica per descrivere la confusione che ci ha assaliti è l'azione che regaliamo al S. Cecilia: Storne passa male a Max, che stecca il controllo e se la fa scappare fuori. Sulla loro rimessa, Simo si inventa un'improbabile chiusura di tacco che apre il corridoio per il loro quinto gol. Un passivo pesantissimo, esagerato rispetto a quanto dimostrato in campo dai nostri avversari.
Il finale è il classico 'tutti su che non abbiamo più nulla da perdere': dopo essere stati graziati in contropiede (un clamoroso tre contro uno fermato da un'egregia scivolata di Max.. che però dimostra una volta ancora la pochezza generale delle squadre che affrontiamo, mannaggia!), salviamo perlomeno la faccia nei due minuti di recupero accorciando le distanze prima con Panza (servito da uno splendido calcio d'angolo di Fede) e poi con lo stesso Fede, che sfrutta al meglio l'assist di Ricu per infilare il portiere con un preciso rasoterra sul primo palo. E' 5-4.
Ma non c'è neanche il tempo di tornare a centrocampo che l'arbitro fischia la fine: è inutile fare il processo alla squadra perchè tutti sanno dove, quando e perchè hanno sbagliato, così come altrettanto inutile è il cercare alibi. Per la quarta volta su sei partite (escludo la vittoria di domenica e l'esordio col Fortes) avevamo pienamente la possibilità di vincere e non ci siamo riusciti.
Il tempo dei proclami e dei pronostici è ormai finito: cinque punti in sei partite sono un ruolino da retrocessione, non da squadra che punta a vincere il campionato. Tutto quello che possiamo fare ora è rimboccarci le maniche, cercare di capire il perchè di questi nostri improvvisi cali di concentrazione e affrontare queste tre partite che ancora ci aspettano prima del giro di boa con tutta l'umiltà del caso.
Risultato finale: 4-5
Marcatori Kolbe: Max (Simo), Ricu (Simo), Panza (Fede), Fede (Ricu)
Ma scusa diego max ha segnato l'1-1 non il 2-1...e poi panza il palo l'ha preso nel primo tempo...in ultima...berry ha battuto il calcio d'angolo io ho colpito di testa in porta e ricu ha appoggiato in rete di sicurezza...cmq tutto male quel che finisce male purtroppo...bellaaa
RispondiEliminasicuro? io mi gioco il 2-0 loro e il 2-2 nostro in rimonta..
RispondiEliminail palo di panza sinceramente non me lo ricordo proprio! solitamente me la cavo sistemando tutto nel modo più romanzato possibile :)