Arriviamo alla sfida nel migliore dei modi, ancora carichi dalla vittoria di domenica e potendo vantare la rosa al quasi completo (unico assente, Scambia).
Questo succedeva il 6 novembre: dopo tre mesi e mezzo, ci avviciniamo allo scontro con la prima della classe allo stesso modo: reduci da una sonora vittoria con il San Luigi e con la panchina finalmente piena (unici assenti, Scambia e il lungodegente Ciccio Riccio). Anche il campo non ci è nuovo, dal momento che è lo stesso in cui affrontammo nel girone d'andata il Colombara. L'aria è elettrica (e fredda.. vero, Coach 'ma oggi c'è il sole, i giubbotti non li porto neanche' Minetti??), la tensione impossibile da nascondere. Con la partita di oggi possiamo decidere non solo il nostro campionato, ma anche e soprattutto il destino dello stesso: avendo noi già pareggiato con lo Spes, il risultato di oggi diventa determinante per la corsa al titolo del S. Cecilia.
Il sette di partenza è abbastanza prevedibile: davanti a Storne si rivede finalmente la difesa a tre 'titolare', mentre dal centrocampo in su ci affidiamo a Ricu, Panza e Tony. Arbitra il signor Ovrebo.
L'ottimismo di Coach Minetti ("non dico che domineremo, ma possiamo vincere facile") si scontra subito con la realtà dei fatti: i primi cinque minuti infatti sono un incubo, gli avversari pressano come dei forsennati e non ci danno il tempo di ragionare. Come se non bastasse, il loro centrale - numero 5 - è tanto basso quanto roccioso e non permette a Tony di deliziarci con le sue solite invenzioni. Se non tracolliamo, il merito è tutto di Fede, che salva sulla linea dopo un'uscita sciagurata di Storne. Anche se è la difesa in generale a reggere bene: Marzu marca a uomo il loro attaccante pseudo-peruviano, Max fa il libero sulla destra e Fede dimostra di essere tornato al 100% della forma. I problemi li abbiamo dal centrocampo in su: serviti poco e male, Ricu e Panza non riescono a inventarsi nulla di pericoloso. Per vedere un nostro tiro dobbiamo quindi aspettare che sia Max a salire, ma la sua conclusione da fuori è bene disinnescata dal portiere. Esausto dal continuo e inutile correre avanti e indietro, Panza chiede il cambio: entra Berry, che dopo neanche due minuti si fa ammonire dal discutibilissimo arbitro: la sua direzione di gara è veramente inconcepibile, talmente fiscale da sfociare nel ridicolo.
Prima dell'intervallo c'è ancora tempo per un clamoroso autogol sfiorato dal S. Cecilia, per una fantastica azione di Tony, che dalla destra appoggia in area non trovando per un soffio la zampata di Ricu, e per un numero imprecisato di tiri da fuori degli avversari che non impensieriscono Storne.
La ripresa vede l'ingresso di Yuta per Tony, con Panza che si piazza centravanti: tatticamente ci siamo, ma roviniamo ogni azione sul nascere compiendo degli spaventosi errori nei passaggi. Il nervosismo sale - anche per colpa dell'arbitro - e sembriamo non reggere la pressione: emblematico è il time-out chiamato dai mister dopo appena tre minuti e quindi completamente sprecato. Mister che azzardano il cambio Max-Tony, spostando Ricu in difesa. La mossa sembra funzionare ma, data la nostra incapacità di impostare un'azione decente, il protagonista indiscusso del secondo tempo è senza dubbio Storne: in rapida successione compie tre parate determinanti, disinnescando anche due pericolosi calci di punizione che in altre occasioni si erano rivelati fatali. C'è tempo anche per l'ingresso di Simo, che però entra freddo e non riesce a liberare l'esplosività che lo contraddistingue.
Se il risultato è ancora fermo sullo 0 a 0 è anche perchè il S. Cecilia, per fortuna, sbaglia tanto quanto noi, se non di più. La nostra unica, vera, colossale occasione di cambiare la partita passa per i piedi di Tony e Yuta: i due dialogano a centrocampo, Tony si allarga sulla sinistra e serve al centro un pallone che ci strappa in anticipo l'urlo del gol. Inspiegabilmente, però, il nostro Samurai non riesce a buttare dentro il più facile dei tap-in e, sul prosieguo dell'azione, Fantantony incorna fuori di testa. In panchina siamo disperati, anche perchè poco dopo, nel pieno rispetto della regola 'gol fatto, gol subìto', il loro pseudo-peruviano riesce a trovare lo spazio per liberarsi e per far partire un tiro che pare tutt'altro che imprendibile: Storne però, forse ingannato da una leggera deviazione o coperto dai compagni, resta immobile a osservare il pallone infilarsi pian piano in rete. 1 a 0.
La mazzata è di quelle difficili da mandare giù, soprattutto perchè avremmo anche l'opportunità di pareggiare: è sempre Tony a creare i pericoli, ma vuoi per la stanchezza, vuoi per la scarsa lucidità, non riesce a sfruttare un contropiede 3 contro 1 servendo direttamente il difensore avversario. I 4 minuti di recupero servono a poco, e ci vuole un grande Marzu a impedirci il tracollo quando ormai tutti i nostri erano saliti nella metà campo avversaria.
Per l'ennesima volta, accogliamo il fischio finale carichi di rammarichi perchè consapevoli di aver perso contro una squadra che sicuramente non è più forte di noi, ma solo più preparata atleticamente:
è inutile fare il processo alla squadra perchè tutti sanno dove, quando e perchè hanno sbagliato, così come altrettanto inutile è il cercare alibi. [...] Avevamo pienamente la possibilità di vincere e non ci siamo riusciti.
Sentire però l'allenatore del S. Cecilia, che ci raggiunge negli spogliatoi per complimentarsi con noi e per ammettere candidamente che questa è stata in assoluto la partita più difficile del loro campionato, non fa che rafforzare la nostra convinzione: il primaverile è alla nostra portata!
Risultato finale: 1-0
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